Opere del conte Algarotti . x daRacine daRousseau e daVoltaire, vegganlo i francesi poeti, aqua-li ella dà tanto di briga. Io proporrò lorointanto, se della nostra lingvia vaghi fusse-ro per avventura, una versione desuddet-ti versi della Georgica di un nostro celebrePoeta (i), abile pila che alcun altro ad ade-guare cosonori suoi numeri i modi man-tovani : Turgide al buon tepor di primaveraFansi le terre, e con le aperte fibreChieggon la maritai virtù dei allora etereo PadreCon i fecondi umori a V alma sposaDisceso in grembo, fieliimmenso corpoSi mesce immenso, e de le cose


Opere del conte Algarotti . x daRacine daRousseau e daVoltaire, vegganlo i francesi poeti, aqua-li ella dà tanto di briga. Io proporrò lorointanto, se della nostra lingvia vaghi fusse-ro per avventura, una versione desuddet-ti versi della Georgica di un nostro celebrePoeta (i), abile pila che alcun altro ad ade-guare cosonori suoi numeri i modi man-tovani : Turgide al buon tepor di primaveraFansi le terre, e con le aperte fibreChieggon la maritai virtù dei allora etereo PadreCon i fecondi umori a V alma sposaDisceso in grembo, fieliimmenso corpoSi mesce immenso, e de le cose tutteIl lieto pullular sviluppa e muove. Dopo così magnifici versi, come questisono, che altro può mai, caro il mio Er-mogene^ rimanermi a fare, se non se de-si-(i) Cornante E gif letico . X 3 5a6 Lettere sulla trAduz. siderar tutta la divina Georgica allo stess©modo tradotta; e chiudere ornai questa let-tera, che vorria pur dirvi, e noi può ab-bastanza fare^ quanto vostro io sia? Di villa il dì 20. di ottobre 1744*. —Ji^^/rrni .dit T. Xncili ii^ ? i)ELL* Eneide del Caro . 327 LETTERA V. xN K del Caro, né del suo Virgilio pensa-va io dovervi ornai più rescrivere, gentilis-simo Ermogene mio; e pareami udire nonso chi ammonirci, Claudite javi rivos pucri: sat piata hiherunt^ col Ridetur chordd qui seruper oherrat cddem, a guisa di commento. Ma cosi non va, co-me altri dice, la bisogna. Crescere anzi do-vrebbe sotto la mia penna un volume, seio volessi ad altrui por mente; comechè leragioni per cui farlo dovrei non vaglianolinchiostro che in ciò si spenderebbe; nòvoi le mi poniate innanzi, come quelle chemuover debbano gran fatto lanimo sono elleno in fatti queste ragioni?Ninna per quanto amepaja, se per avven-tura di ragioni in conto por non si voglia-no certi va^i clamori da me ben presenti-: • X 4 tÌ4 ZzB Lettere sulla traduz. ti, e dispregiati nel tempo stesso, dietroil ricordevole esempio del viaggiatore se nonerro, del Boccalini : che non sarebbe


Size: 2137px × 1169px
Photo credit: © The Reading Room / Alamy / Afripics
License: Licensed
Model Released: No

Keywords: ., bookauthoralgarottifrancescoconte1712176, bookauthorpalesecarlo